I 5 REFERENDUM DEL 12 GIUGNO 2022: SI E NO A CONFRONTO PER UN VOTO CONSAPEVOLE

Serata dell’8 giugno dedicata ai referendum, la sala conferenze della Civica per Rovigo perché cresca felice ha ospitato un interessante dibattito, organizzato congiuntamente con il Forum dei Cittadini, per aiutare ad orientarsi, allontanandosi dalle posizioni preconcette o di bandiera.

Elisabetta Traniello
, consigliere comunale della Lista Civica con Edoardo Gaffeo, ha introdotto i temi, a volte estremamente tecnici, coinvolgendo i due relatori: il Dott. Gianluca Schiavon, responsabile nazionale giustizia di Rifondazione Comunista-SE, per le motivazioni del no e l’Avv. Giuseppe Carinci, presidente della Camera Penale di Rovigo, per le motivazioni del si.

La competenza e la chiarezza dei relatori ha fatto emergere che l’utilizzo dello strumento referendario – in sé abrogativo – per abolire o mantenere uno strumento giuridico, non è la soluzione, semmai l’inizio di un percorso.
I quesiti, di una lunghezza e di un tecnicismo ben poco comprensibili dal cittadino, nel linguaggio comune sono ridotti a titoli: Legge Severino, Misure cautelari, Passaggio di funzioni, Componenti laici, Elezione dei componenti del CSM.

Se da un lato la riforma complessiva della magistratura procede tra enormi difficoltà, dall’altro i referendum possono rappresentare una scossa alla necessaria riforma del sistema di giustizia penale. Temi probabilmente che poco appassionano i cittadini e che ad alcune forze politiche non è dispiaciuto abbandonare al silenzio.

Argomenti come la legge Severino, con la famosa incandidabilità ci sono più familiari, data la grande diffusione mediatica. Una legge che sta mettendo in croce anche molti amministratori locali e che necessita di aggiornamenti: d’altro canto il referendum la farebbe cadere completamente e non solo le parti più contestate. Un equilibrio non facile: la candidabilità di un soggetto porta con sé valutazioni giudiziarie ma, anche, di opportunità, soprattutto finché sono in corso procedimenti giudiziari per reati potenzialmente gravi.

Discorso simile per le misure cautelari: è riconosciuto da più parti che così com’è la normativa attuale non funziona bene, che le condanne inflitte all’Italia dalla Comunità Europea lo testimoniano, quindi anche qui va trovato un nuovo equilibrio.
Un grande lavoro per un parlamento ingessato da veti incrociati?

Gli altri quesiti sembrano di portata limitata e destano perciò meno interesse.  Le domande e le considerazioni dei numerosi presenti hanno alimentato l’interessante dibattito.

Lo stile della nostra Civica: punti di vista diversi, anche opposti, aiutano a comprendere le motivazioni delle parti, a grattare la superficie e capire la complessità, primo passo per cercare soluzioni.

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Paolo Giolo