30 anni dalla strage di Capaci

GIORNATA DELLA LEGALITÀ

Gran parte di coloro che il 23 maggio di 30 anni fa avevano l’età della ragione molto probabilmente ricordano bene dove si trovavano quando hanno appreso la notizia della strage di Capaci. Una notizia indelebile e agghiacciante, che oltre allo sgomento, al dolore e all’indignazione che suscitava per il SACRIFICIO del giudice Giovanni Falcone, obiettivo della missione mafiosa, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, servitori dello Stato che convivevano con la piena consapevolezza del pericolo quotidiano, segnava il tragico cambio di strategia della mafia: con 500 kg di esplosivo si inaugurava la stagione sciagurata degli attentati terroristici mafiosi.

Con orgoglio oggi ricordiamo quell’Uomo come compare in quella nota, bellissima immagine insieme all’amico giudice Paolo Borsellino (che ne seguirà le sorti due mesi più tardi), sorridenti e complici, Uomini giusti.
La sua morte, la strage terroristica di Capaci, hanno avuto, se così si può dire, il “merito” di renderci tutti più coscienti della estrema gravità del pericolo mafioso.
Chi c’era e ricorda ha il dovere di trasmettere la memoria di questi eroici servitori dello Stato, e di diffondere i valori per i quali sono stati uccisi e la cultura della legalità, in contrapposizione alla sotto cultura mafiosa e alle sue lusinghe.