Piacenza e Zico – laboratori a confronto

Il 7 ottobre a Borsea, con l’ultimo incontro “Piacenza e Zico – laboratori a confronto”, si è conclusa l’iniziativa “Mettiamo in piazza le idee”, ciclo di tre serate sulla partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale organizzato dall’Associazione Civica per Rovigo Perché cresca felice.
Hanno presentato le loro esperienze l’Assessora alla Partecipazione del Comune di Piacenza Serena Groppelli, il Responsabile della comunicazione della Cooperativa cittadina Zico Francesco Casoni e il Sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo.

Cinzia Viale della Civica per Rovigo ha coordinato l’incontro, con un’introduzione sulle motivazioni e sugli obiettivi alla base dell’iniziativa: la sensibilizzazione rispetto alla creazione e all’utilizzo di spazi di confronto e dialogo costruttivi tra i cittadini e le istituzioni.


Serena Groppelli
ha raccontato la sperimentazione dei “laboratori di quartiere”, attuata in questi mesi a Piacenza con l’ausilio di un neocostituito ufficio partecipazione e di una cooperativa esterna con la funzione di facilitatore, ritenuti essenziali. Il percorso ha previsto una iniziale assemblea, seguita da incontri in ognuna delle sette zone in cui è stata suddivisa la città, che ha risposto con interesse, collaborando con propri spunti e contributi, nella consapevolezza che potranno essere accolti solo parzialmente. Fondamentale la presenza degli Assessori ai Lavori Pubblici e/o all’Urbanistica (più altri a rotazione). L’esperienza porterà all’individuazione di un modello di laboratorio da adottare permanentemente.
Piacenza si sta dotando di un Regolamento della partecipazione e, in previsione, del bilancio partecipato. Già attivo il “baratto amministrativo”, una sorta di patto con il cittadino che, ad esempio, si impegna ad aprire e chiudere una palestra, o a fare manutenzione di uno spazio, dietro riconoscimento di uno sconto sulla Tari.
L’Assessora Groppelli ha concluso affermando che la continuità e la crescita delle iniziative trarrebbe sicuro giovamento anche dall’apporto di finanziatori esterni.

È seguito l’intervento di Francesco Casoni, che ha illustrato l’esperienza di Zico, cooperativa sociale nata nel 2020 inizialmente come spazio di esperienze di co-working, e che poi ha via via allargato le proprie competenze sui versanti dell’incubazione di impresa, dell’impresa sociale e della formazione, fino ad arrivare a gestire attività “esterne”. Ne è un esempio il cinema Duomo, che sperimenta la formula “partecipazione e cinema”, dal momento che vuole essere uno spazio in sintonia con la città. L’avvio delle attività è stato preceduto dalla creazione di una rete di persone interessate che hanno dato idee, spunti e consigli. Il primo Cineset estivo è stata una bella occasione di incontro con persone interessate al cinema che hanno dato un utile contributo di idee e aspettative relative alla riapertura del cinema in città. Il tema dell’ascolto è il filo conduttore scelto da Zico per tutti i progetti, teso a capire i bisogni degli interlocutori con cui intreccia il dialogo.
“Spazio T” (“t” dalla forma dell’area) è un cantiere di Zico: pensato inizialmente come bar per il cinema, poi convertito in luogo per i giovani. Dai contatti con i ragazzi protagonisti di ImmagineRo, passando per i laboratori per giovani e per soggetti svantaggiati, Zico intende dare spazio alla creatività e a idee nuove.L’ultimo ad intervenire è stato il Sindaco Edoardo Gaffeo, che ha sottolineato come la partecipazione sia assolutamente necessaria soprattutto con quella parte di popolazione che ci permette di fare ragionamenti per il futuro, i giovani. E oggi la probabilità che il percorso di vita porti un giovane fuori dalla nostra città è molto elevata. È necessario creare una Rovigo che sia attrattiva. Anche il tema demografico ha un importante ruolo in tutto questo, dal momento che la soglia dei 50 mila abitanti distingue anche rispetto all’accesso ai trasferimenti statali e quindi alle possibilità di sviluppo. Il principale aspetto naturalmente riguarda la possibilità di un lavoro adeguato, ma su questo l’ente locale non può fare molto, mentre può concentrarsi sul rendere attraente la città per la vita extra lavorativa, facendone un luogo, una comunità, in cui si sta bene al di fuori del lavoro. Per farlo è necessario ascoltare le esigenze e produrre processi di natura partecipativa allargando l’orizzonte. Bisogna uscire dalla comfort zone e, quando si è in grado di farlo, si trova una grande quantità di energie, di voglia di partecipare, e si possono vivere i quartieri e la città in maniera diretta e non mediata.
Il progetto appena concluso “Voci dal basso” è andato in questa direzione ed ha avuto grande riscontro.
Il Sindaco ha insistito sulla necessità di lavorare con i giovani. Si sono costruiti percorsi partecipativi, e le proposte riguardavano soprattutto l’ambiente, tema molto sentito dalle giovani generazioni. E può succedere che l’amministrazione magari sappia tutto su quali politiche mettere in campo, ma il vero problema, se si vuole che siano partecipate, è costruire il consenso.
Infine, ha concluso, è essenziale dotarsi di strumenti di partecipazione da utilizzare in modo flessibile a seconda delle situazioni. Il Comune ha messo in campo i “patti di collaborazione” istituendo il Regolamento dei beni comuni. Ne sono appena partiti quattro (per la manutenzione e la cura dei giardini di via Marconi, di parco Cibotto, dell’area del piazzale della Rotonda e degli impianti sportivi attualmente dismessi di Concadirame), e diversi altri sono in dirittura d’arrivo. Per quanto riguarda l’importante strumento del bilancio partecipato, che era nel programma, il Comune è intenzionato a riprenderlo, dopo lo stravolgimento delle priorità dati dalla pandemia
L’incontro si è proseguito con le domande dal pubblico, e la conclusione è stata affidata al consueto momento conviviale.