Le ragazze con il velo non sono un problema

All’ultimo consiglio comunale, nella risposta all’interpellanza del consigliere Crivellari, PD, sugli ultimi fatti riguardanti la sicurezza in città, la nostra sindaca ha in pratica affermato che le “ragazzine che continuano a camminare per le nostre strade con il velo sulla testa” sono un problema e il sintomo di mancanza di integrazione. Premesso che le ragazzine con il velo nulla c’entrano con gli episodi violenti che si sono verificati nelle nostre strade, vorremmo sottolineare che “Essere integrati” non significa “apparire uguali e dello stesso credo religioso, ma partecipare alla vita sociale (scuola, lavoro, relazioni civiche) sentendosi riconosciuti. Indicatori di integrazione sono lingue parlate, istruzione, occupazione, reti sociali, senso di appartenenza e non l’abbigliamento. La maggior parte delle ‘ ragazze con il velo in testa’ che camminano lungo le nostre strade ‘studiano, lavorano, coltivano amicizie ,fanno volontariato. Il foulard può convivere con un forte radicamento nel Paese ospite e

politiche che impongono di togliere il velo rischiano l’effetto opposto: alimentare isolamento e sfiducia, cioè vera “non-integrazione”. Di fatto l’uso del velo non è di per sé sintomo di mancata integrazione; diventa un problema solo quando la società lo interpreta così e costruisce barriere intorno a chi lo indossa.

Tornando invece al vero problema, ovvero la sicurezza in città, Civica per Rovigo è a fianco delle forze dell’ordine che ogni ora del giorno e della notte presidiano il nostro territorio con professionalità e abnegazione e auspica che questa amministrazione affronti e risolva il senso di insicurezza che i cittadini ormai percepiscono senza alimentare falsi percorsi risolutivi

Associazione Civica per Rovigo

Da la Voce di Rovigo del 12 lugli o2025
grazie per la pubblicazione