Rovigo, 12 luglio 2025
Con l’approvazione in Consiglio comunale dell’accordo transattivo tra Regione Veneto, IRAS e Comune di Rovigo, si è voluto chiudere frettolosamente un contenzioso che pesa da anni sulla città. Ma la scelta della maggioranza, adottata al limite del numero legale a causa dell’assenza di numerosi consiglieri della stessa maggioranza, mostra in tutta la sua gravità la debolezza politica e la distanza di questa amministrazione dalle esigenze reali, in primis quelle dei lavoratori.
Nell’accordo approvato non si fa alcun cenno al milione di euro circa di avanzamenti di carriera non riconosciuti e premi di produzione non corrisposti, una ferita aperta che continua a sanguinare. Parliamo di operatori e operatrici che in questi anni hanno garantito servizi essenziali, assistendo anziani e persone fragili, spesso in condizioni difficili e con grande professionalità. Hanno lavorato con serietà e spirito di servizio anche nei mesi più duri della pandemia da Covid-19 e non si sono mai fermati, nemmeno dopo, continuando fino ad oggi a garantire prestazioni di qualità a favore della collettività.
Eppure, nella narrazione autocelebrativa della Giunta Cittadin e dei firmatari dell’accordo, il loro sacrificio è stato completamente rimosso. Come se quelle lavoratrici e quei lavoratori non esistessero.
A tutto questo si aggiunge l’assenza di un progetto chiaro e pubblico sul futuro di Casa Serena, struttura simbolica e fondamentale per il sistema dei servizi alla persona nella nostra città. Il Comune si limita ad accettare l’attuale condizione dell’immobile, rinunciando a qualunque prospettiva di rilancio o riqualificazione. Una resa che penalizza non solo i lavoratori, ma anche i cittadini più fragili.
Per Civica per Rovigo questa è una scelta inaccettabile. Un’amministrazione che vuole davvero guardare al futuro deve partire dalla giustizia, dalla tutela del lavoro e dalla piena assunzione di responsabilità verso chi tiene in piedi, giorno dopo giorno, i servizi pubblici.
Siamo inoltre sconcertati dalla gestione approssimativa del Consiglio comunale, in cui il numero legale è stato garantito solo per un soffio e in presenza di un’assenza significativa proprio tra i consiglieri della maggioranza.
E, per rispondere al capogruppo della Lega Ruggero: assicurare il numero legale in aula è compito della maggioranza, non certo dell’opposizione. Scaricare le responsabilità su altri è un ulteriore segno di debolezza e confusione.
Civica per Rovigo ritiene che l’accordo approvato rappresenti solo una parte della verità e, soprattutto, una resa parziale. Serve una visione più ampia, che ricomprenda le ragioni di chi ha perso soldi, diritti e dignità, e che imponga finalmente alla Regione Veneto di assumersi le proprie responsabilità, dopo anni di assenza colpevole.
L’accordo, infatti, non dice nulla sulla futura destinazione di Casa Serena, che resta tutta in capo al Comune di Rovigo. Non dice nulla sul rilancio di IRAS, né dal punto di vista della ristrutturazione edilizia né di quello dei servizi offerti alla comunità. In capo a chi ricadranno questi oneri? Su IRAS stessa, che versa in condizioni economiche critiche? Sulla Regione? Oppure ancora una volta sul Comune? Queste domande restano senza risposta, e dimostrano quanto l’accordo sia privo di visione strategica e di attenzione al lungo termine.
Noi restiamo al fianco dei cittadini e dei lavoratori. E continueremo a vigilare, in Consiglio e fuori, affinché la memoria corta di chi governa non diventi il prezzo che Rovigo è costretta a pagare.
Civica per Rovigo
… peccato che poi altri NON CONVOCARONO il Consiglio Comunale, noi c’eravamo, per il bene comune, sempre!
