“Leggo in questi giorni sulla stampa locale alcuni articoli sulla vicenda del mancato accordo tra il Teatro Sociale di Rovigo e i Teatri di Padova e Treviso per la coproduzione dell’opera lirica “Rigoletto”: la notizia viene riportata con una serie di commenti negativi, anche da parte di un noto esponente politico rodigino, ma manca di necessari e doverosi approfondimenti per poter esattamente ricostruire la realtà dei fatti. Volendo evitare inutili strumentalizzazioni credo sia fondamentale partire dal presupposto che se il Teatro Sociale di Rovigo si siede al tavolo per una coproduzione con altri teatri deve sempre tener conto del proprio fondamentale interesse artistico e dei principi della buona amministrazione, considerato che vari Enti pubblici – tra i quali il Comune di Rovigo – contribuiscono a finanziare gli spettacoli.
È capitato moltissime volte, anche in passato, che le coproduzioni non siano state portate a termine o si siano realizzate solo parzialmente: di fatto c’è solo una istituzione che può dare un indirizzo regionale incentivando la collaborazione tra i diversi teatri veneti ed è ovviamente la Regione del Veneto.
Fino ad alcuni anni fa, come in altre Regioni, in Veneto veniva stabilito un contributo ad hoc per le coproduzioni chiamato LiVe: si fa presente che nel 2014 sono stati erogati 120.000,00 a favore dei teatri di Bassano, Rovigo e Padova (40.000 a Teatro) e nel 2008 addirittura di 91.000 a Rovigo, stabilendo anche quale orchestra regionale dovesse essere utilizzata.
Nel 2020, tuttavia, questo finanziamento regionale per le coproduzioni è mancato ed anzi, per dover di cronaca, si aggiunge che per quest’anno la stessa Regione del Veneto ha deliberato per la prosa, la concertistica e le altre attività del nostro Teatro Sociale un contributo di soli 25.000 euro quando nel 2013 era stato di 75.000 euro e nel 2012 addirittura di 120.000.
Il Sindaco di Rovigo e l’Assessore alla Cultura Roberto Tovo hanno già dato spiegazioni più che adeguate sulla scelta del Direttore Artistico del Teatro Sociale di non dar corso alla coproduzione : le rassicurazioni sulla trasparenza dell’iter amministrativo seguito e le doverose valutazioni di carattere economico non lasciano dubbi sulla correttezza di tale decisione.
Vorrei tuttavia spostare l’attenzione di tutti i cittadini di Rovigo su quello che è il vero problema di fondo: mi sembra evidente che in Veneto esistano Teatri di Serie A e Teatri di Serie B e la misura dei diversi finanziamenti ne è la prova. A chi accusa la Direzione artistica del Sociale o il Comune di non meglio specificate “figuracce” chiedo se sia nota la cifra dei finanziamenti regionali a favore dell’unico altro Teatro di Tradizione del Veneto ossia quello di Treviso.
L’invito che rivolgo alla città e a chi è impegnato ai più alti livelli delle istituzioni culturali locali è piuttosto quello di fare “ quadrato” a difesa del nostro Teatro Sociale e della sua produzione artistica : più che contro il Comune, mobilitiamoci tutti a favore di questo gioiello della nostra tradizione culturale”.
