Le chiacchiere stanno a mille… finchè la città muore

Se le chiacchiere fossero sufficienti a determinare la cifra di qualsiasi azione politica e amministrativa, più o meno importante, a Rovigo, i Cittadin(i), potrebbero dormire sonni tranquilli. Purtroppo non funziona così e, a qualcuno sembrerà ancora strano, alle parole, in politica, è necessario dare seguito attraverso la concretizzazione delle azioni, non solo per i Cittadin(i) e le Cittadin(e), ma anche per veicolare una credibilità potenzialmente spendibile ai diversi interlocutori, aziende ed enti, dipendenti e strutture superiori, dalla Provincia, alla Regione, alle istituzioni statali. Anche perché nel frattempo, e torniamo ai Cittadin(i) e alle Cittadin(e), se tutto questo non accade, la città torna in agonia e, fatalmente, si avvia a morte certa. E questo non è quello che vogliamo.

Qualche fatto rilevante crediamo sia giusto evidenziarlo. L’amministrazione, dopo pochi mesi di lavoro (?) è allo sbando, due assessori sono stati sfiduciati senza una spiegazione minimamente soddisfacente, non tanto a noi, figuriamoci, sarebbe esercizio di democrazia, pratica sempre più distante dalle sacre stanze del potere rodigino, quanto all’elettorato che ha consentito a questa maggioranza e a questo sindaco di arrivare al vertice di palazzo Nodari.

Abbiamo un vice sindaco indagato dalla Corte dei Conti per la questione piscine e project financing di 15 anni fa, e in questo caso aspettiamo lumi, ma nel frattempo siamo alle prese con i lumicini delle feste natalizie, regalate ai Cittadin(i) ad un costo ‘leggermente’ (sarcasmo) sottostimato e, contemporaneamente, il milione di avanzo di bilancio sudato e ottenuto dalla disastrosa (ironia) amministrazione precedente stanziato per quattro fontane.

In attesa di capire quali idee geniali zampilleranno dai manufatti, un milione di euro è tanta roba, almeno per la nostra piccola città, ma attendiamo fiduciosi, rileviamo che l’intenso lavoro dell’attuale, giovane amministrazione comunale ha completamente dimenticato il progetto City branding, sparito letteralmente dai radar. Chissà se stiano chiedendo i soldi al Ministero come da iter previsto, nel frattempo, anche in questo caso attendiamo fiduciosi.

Non vogliamo evidenziare poi i piani bloccati, il piano del traffico, la questione del piano parcheggi, progetto Parco Langer al palo, e tanti altri.

Se le chiacchiere fossero sufficienti a determinare la cifra di qualsiasi azione politica e amministrativa, più o meno importante, a Rovigo, i Cittadin(i), potrebbero dormire sonni tranquilli. Ma allo stato attuale delle cose, tanti annunci, tante foto ma nessun progetto concreto nuovo, nessun nuovo bando competitivo aggiudicato, (attenzione, quello regionale per la tribuna del Battaglini non è considerabile visto che probabilmente era già deciso a tavolino in primavera).

Potremmo andare avanti all’infinito, ma, per ora, ci fermiamo qui.

La domanda che ci poniamo e soprattutto poniamo all’attenzione dei Cittadin(i) e delle Cittadin(e) è una e una sola: non è che sarebbe più semplice per la sindaca dimettersi direttamente, senza sentirsi obbligata, costretta, indotta, a sfiduciare uno ad uno gli assessori che aveva ‘liberamente’ scelto? Forse la presenza ‘bloccante’ è proprio lei e, magari, senza di lei, le possibilità di tornare a ragionare di amministrazione comunale tornerebbero ad aumentare esponenzialmente.

Qualcuno affermava che la sentenza era da consegnare ai posteri, per Rovigo non gradiremmo fosse assegnata ai postumi dell’ennesimo fallimento di un destra-centro che quando chiamato dai Cittadin(i) a governare Rovigo ha combinato solo disastri.

Civica per Rovigo

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