Urbanistica: gli atti importanti da approvare nel primo consiglio utile
“Non potevamo fare in 4 anni ciò che non era stato fatto negli ultimi 30, ma abbiamo iniziato e ora vogliamo completare quel processo di riorganizzazione che è stato avviato”. L’Urbanistica è stato un tema caldo dell’amministrazione precedente di Edoardo Gaffeo; proprio per questo il candidato sindaco intende mettere i puntini sulle i spiegando cosa è stato fatto e quali sono gli obiettivi per la prossima amministrazione.
Nel bilancio delle cose fatte dall’amministrazione Gaffeo la digitalizzazione, la ricognizione dei Piruea, l’adozione e l’approvazione di varianti puntuali e di quella generale, con l’attenzione a introdurre misure correttive al PAT prima della sua nuova stesura, tra cui la riduzione dell’area Urban Labor, che penalizzava lo sviluppo di attività imprenditoriali nell’area nord della città. Per il futuro si punta all’approvazione delle varianti già adottate e ad un nuovo PAT, rappresentativo della visione dell’amministrazione Gaffeo per la città di Rovigo, coerente col suo dimensionamento, e la stesura di PATI coi Comuni contermini per affrontare insieme alcune sfide tematiche, quali la residenzialità. Per l’Interporto un nuovo piano, ma la “ratio” della tutela ambientale e della salute dei cittadini dell’articolo 23 non può essere considerata oggetto di scambio con un’idea di sviluppo produttivo che non adotti una visione sistemica.
DIGITALIZZAZIONE
Immobile dal 2004, il SIT Sistema Informativo Territoriale è stato reso nuovamente attivo e adeguato agli standard regionali.
Ora i dati di tutta l’Urbanistica sono a disposizione della città e consultabili online attraverso il geoportale del Comune di Rovigo, dal sito web del Comune. Si possono ad esempio consultare la carta tecnica regionale, ma anche i piani urbanistici, ma anche i piani di settore come il Biciplan. L’indirizzo della sezione è https://www.comune.rovigo.it/uffici_servizi/sistemi_informativi/geoportale
Un lavoro importante e un servizio indispensabile per i professionisti che abbinato alla digitalizzazione delle pratiche edilizie ha richiesto un impegno di tempo e risorse finanziarie anche solo per traslare i dati esistenti da un software precedentemente acquistato e non conforme ai requisiti necessari ad oggi.
RICOGNIZIONE DEI PIRUEA
L’amministrazione Gaffeo ha investito tempo ed energie degli uffici, che hanno collaborato a stretto contatto con la Guardia di Finanza, nella verifica dei Piruea, cioè quei piani urbanistici frutto di accordi pubblico-privato in cui i privati si impegnavano a realizzare opere per la città nell’ambito del via libera a interventi di edilizia residenziale su aree con precedente destinazione agricola o a servizi. I Piruea hanno interessato 23,5 ettari di superfici del Comune, cedendo ai privati la possibilità di effettuare investimenti per la realizzazione di edilizia residenziale privata su aree che precedentemente erano destinate a servizi per la collettività, in cambio –appunto – della realizzazione di opere pubbliche, in diversi casi mai realizzate.
La verifica è stata un’opera di grande complessità, poiché si trattava di contratti stipulati molto indietro nel tempo e la cui polizza a tutela del Comune non era stata archiviata: i Piruea risalgono al 2006 e furono approvati dall’allora amministrazione Avezzù. In alcuni casi accertati, le opere concordate non sono state realizzate, a fronte dell’immediato beneficio concesso ai privati in termini edificatori: sono state pertanto avviate le pratiche volte far valere le fidejussioni, escusse dal Comune di Rovigo per restituire il beneficio pubblico atteso.
“Quando gli esponenti del centrodestra parlano di consumo di suolo – puntualizza Edoardo Gaffeo – dovrebbero pensare a cosa hanno portato le amministrazioni guidate dai loro partiti dai primi anni 2000 ad oggi, come ad esempio la cessione di aree destinate alla realizzazione di servizi per la collettività per 23,5 ettari a privati e imprese nel solo anno 2006. Inoltre, la verifica del rispetto di questi contratti non era mai stata fatta, fino al nostro arrivo”.
Edoardo Gaffeo fornisce anche i dati: “Abbiamo recuperato 875mila euro riscuotendo le fideiussioni di ben 6 Piruea che non erano mai stati toccati dalle amministrazioni precedenti. Abbiamo inoltre monetizzato altri 122mila euro su un settimo Piruea. Complessivamente, abbiamo rimesso oltre 1 milione di euro a disposizione della comunità di Rovigo” dichiara il candidato sindaco.
INTERPORTO E ARTICOLO 23
L’area interportuale è dotata di un proprio strumento urbanistico – il Piano Particolareggiato – che è giunto a naturale scadenza. È necessario procedere in tempi rapidi alla redazione di un nuovo Piano che, fermo restando il divieto di insediamenti inquinanti, recepisca le novità introdotte dall’inserimento dell’infrastruttura interportuale quale componente strategica della Zona Logistica Semplificata Venezia-Rovigo.
Sul tema, il candidato Edoardo Gaffeo esprime un punto di vista chiaro: “Il famoso articolo 23 di cui si discute, riguarda dei limiti di emissioni ambientali rispetto ai quali è fondamentale che ci sia chiarezza. Borsea è la frazione più grande di Rovigo e va tutelata, insieme a quella di S. Apollinare, anch’essa nelle vicinanze dell’interporto. L’articolo 23 tutela l’ambiente ma tutela anche le persone, non i singoli interessi imprenditoriali o personali. Il rilancio produttivo va fatto, è necessario aggiornare gli strumenti urbanistici, sulla burocrazia e le tempistiche certe siamo tutti d’accordo, ma siamo anche garantisti che ogni insediamento debba offrire qualità e non compromettere l’equilibrio ecosistemico né la salute dei cittadini”.
PAT E VARIANTI
L’obiettivo del prossimo mandato è chiudere subito il Piano degli interventi e dare vita a un nuovo PAT, oltre a valutare la stesura del primo PATI di concerto con alcuni Comuni limitrofi.
Ad oggi è in vigore il PAT, approvato nel 2012, ore scaduto, ma prima dell’Amministrazione Gaffeo non era mai stato tradotto in operatività attraverso la stesura della variante generale del Piani degli Interventi, come prevede la legge urbanistica veneta. Il primo Piano degli Interventi è stato portato in Consiglio comunale per la sua adozione, insieme a quello del Centro Storico: si sta concludendo ora la fase di verifica ambientale in Regione e potrà approdare al consiglio comunale in autunno per chiudere l’iter con la sua approvazione e dare quindi efficacia agli interventi sul territorio.
“Le amministrazioni precedenti hanno scelto di mantenere lo status quo degli ultimi 30 anni senza dare seguito al PAT – dichiara Gaffeo – ma non è la scelta che abbiamo fatto noi. Abbiamo dimostrato attraverso varianti e progetti di avere una visione sistemica della città, dando una impostazione alla nostra visione pur lavorando sugli strumenti urbanistici messi a punto dalle amministrazioni precedenti”.
Per quanto riguarda le varianti, i numeri indicano che durante l’amministrazione Gaffeo sono state oltre una decina quelle puntuali per rispondere a esigenze specifiche (tra queste Città Giardino, Investimenti e Commercio), oltre alla Variante Generale (Piano degli interventi) e Variante del Centro storico. Queste sono già state adottate e sono pronte per essere approvate nel primo consiglio comunale utile d’autunno, per dare efficacia agli interventi.
Passaggi fondamentali per dare compatibilità urbanistica anche a due grandi interventi in città, il nuovo Tribunale e la riqualificazione dell’ex Caserma Silvestri, che ospiterà numerosi uffici statali accorpati in un’unica sede. “Abbiamo lavorato d’anticipo rispetto ai preliminari accordi con gli enti interessati, che stanno mettendo a punto alcune valutazioni di propria competenza per poter procedere con la convocazione della Conferenza dei Servizi decisoria, che non costituirà a questo punto variante, in quanto le previsioni sono state già prese previste negli strumenti adottati dallo scorso Consiglio” afferma Gaffeo.
URBAN LABOR: LO SVINCOLO
Il PAT vigente, oltre al noto problema di sovradimensionamento (visione di una città da 100.000 abitanti a fronte degli appena 50.000 attuali) portava con sé numerosi errori, in parte già rettificati con una variante semplificata propedeutica al Piano degli Interventi, ma anche il fardello del cosiddetto “Urban Labor”, ovvero l’idea di sviluppo di un centro di ricerca innovazione e sviluppo con estensione dal vecchio Ospedale psichiatrico all’area dall’ex scalo merci fino a comprendere l’area del Censer, costringendo le aziende insediate a vedere limitate le loro possibilità di sviluppo.
L’amministrazione Gaffeo, nelle more del ridisegno del nuovo PAT e constatato che tale scelta del passato non ha portato ad alcuna facilitazione in città, tanto che la stessa Regione lo ha eliminato dal suo ultimo Piano, ha stabilito di applicare la norma del PAT che consente di ridurre in fase di stesura del PI l’ambito dell’Urban Labor, limitandolo all’Università: permettendo così di dare efficacia con l’approvazione del Piano degli Interventi in Consiglio il prossimo autunno, svincolando di fatto le imprese e permettendo loro di espandere le attività esistenti.
CONCLUSIONI
“Nel programma degli avversari non si trova nulla di concreto relativamente alle intenzioni in merito all’Urbanistica – attacca Gaffeo – Al contrario, le nostre intenzioni sono chiaramente scritte nel programma insieme a una visione sistemica e consapevole che ogni intervento genera impatti, motivo per cui si è scelto di percorrere la strada degli Accordi Pubblico Privati per le situazioni puntuali che devono tuttavia fare i conti con la compensazione ecosistemica a tutela dell’equilibrio ambientale in città. Abbiamo avviato una nuova stagione per Rovigo, istituendo anche l’Autorità urbana AURO di area vasta allargata a ben 13 Comuni, promuovendo e avviando le prime opere per una vera mobilità sostenibile, con attenzione ai servizi; abbiamo dato risposte agli interlocutori che ci hanno chiesto soluzioni con gli strumenti che avevamo a disposizione. Ora è necessaria un’ulteriore accelerazione di cui saremo capaci, sempre tenendo a mente i punti chiave del nostro programma come, ad esempio, garantire l’interesse pubblico sempre prima dell’interesse privato”.

