Uno, nessuno, centomila PD

Eccoci qua, i soliti discorsi del partito “democratico” rodigino ufficiale, quando non rispondono sul pezzo ma tirano fuori che “il circolo è sovrano sul territorio”, che non si può dissentire, che loro sono democratici però! Ancora più bello quando dicono che la forza del partito è la pluralità delle correnti, per il confronto, ma poi viene fuori l’anima altro che democratica al momento del bisogno, su un castello di regole e regolette da usare a seconda del momento e a chi ti trovi di fronte.
Avrebbe risposto così il consigliere Chendi se avesse ricevuto solidarietà da Generazioni – PD Polesine? Mah!
Per non parlare di coloro che sono nel gruppo pd ma non sono iscritti, come il consigliere Azzalin che sembra parli a nome di una parte del gruppo pd di cui si auto-proclama rappresentante, mentre il consigliere Salvaggio in aula ribadisce che il documento della segreteria pd (a cui lui nemmeno risulta iscritto) era finalizzato a discutere e non sfiduciare il sindaco, riferendovisi con un pronome “noi”.
Se qualcuno ci capisce qualcosa, ha la nostra stima. Tanta confusione, ci sembra, in questo mare magnum di regole ad personam.

Questione alleanze per le ultime elezioni provinciali.
Torniamo a ribadire che in tutta Italia si cerca di trovare l’unità tra i partiti e le rappresentanze dei Comuni in quanto si tratta di elezioni di secondo grado (non sono i cittadini che votano, ma i consiglieri comunali). Si sono promosse riunioni con tutti per arrivare a una lista unitaria. Ma il pd, guidato dal segretario provinciale, ha pensato bene il giorno prima di creare una lista da contrapporre, evidentemente non soddisfatto della lista unitaria e per portare avanti questo teatrino comunicativo contro i civici.

Infine, esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza a Edoardo Gaffeo Sindaco per la decisione difficile e sofferta di presentare le dimissioni.

Il presidente Associazione Civica per Rovigo
Claudia Biasissi