Tutto quello che non si dice su Ecoambiente

Dalle narrazioni che in questi mesi si sono succedute sul funzionamento della società partecipata Ecoambiente mancano alcuni dati ed elementi essenziali, di cui non si parla.

Confrontando la situazione dal 2019 a tutto il 2023 la raccolta differenziata è passata dal 64,5% all’83% con un incremento del 18,5%, risultato esorbitante che ha dato luogo ad un riconoscimento nazionale del lavoro svolto. Nel 2024 questo è aumentato e oggi sfiora l’85%.

Entrando nei particolari, con una buona differenziazione la quantità di residuo secco si è ridotta dati alla mano del 50% rispetto alla quantità prodotta nel 2019, cioè a fine 2023 abbiamo portato in discarica la metà del rifiuto secco pari a circa -4800 tonnellate. Se consideriamo che il costo del conferimento del secco in discarica o termovalorizzatore è la voce più onerosa, si capisce il grosso vantaggio anche economico che ne è conseguito.

Tutte le frazioni riciclabili (carta, vetro, plastica, ingombranti) sono aumentate, la plastica addirittura del 110%, ed hanno avuto in questo modo anche una valorizzazione economica. Una buona differenziazione ha portato, inoltre, ad un aumento della raccolta del rifiuto umido, che a fine 2023 era aumentato del +17%, e del verde che era oltre il +10% in più rispetto al 2019, dati in ulteriore aumento nel 2024.

Umido e verde per essere riciclati hanno avuto un costo di conferimento, finora a ditte private, ad un costo che si è mantenuto sui 120 euro a tonnellata dal 2020 fino a inizio 2023, per poi calare nel ’23 e ’24 a circa 60 euro/ton.

E’ evidente la necessità di chiudere il cerchio con un impianto di biodigestione dei rifiuti umido/verde gestito internamente da Ecoambiente, oltretutto finanziato dal PNRR, perché i costi di gestione interna di questi rifiuti con un impianto di proprietà Ecoambiente si attestano sui 45 euro/ton, ma soprattutto mettono al riparo dai rialzi di mercato che come appena detto hanno appesantito i costi di Ecoambiente negli anni scorsi.

Inoltre affidarsi al privato per lo smaltimento del rifiuto umido significa esporsi al rischio di un mercato in oligopolio, formato da poche ditte che determinano il costo e talvolta possono decidere di “fare cartello” mettendosi d’accordo su prezzi al rialzo. Questa non è una eventualità remota bensì una realtà che ha riguardato proprio Ecoambiente. Nel 2015  l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) aveva accertato un accordo di riduzione della concorrenza nella partecipazione alla gara di affidamento del servizio di smaltimento umido e verde per tutti i comuni della Provincia di Rovigo bandita dalla società Ecoambiente nel marzo 2013. Le società Fertitalia, Ni.Mar., Nuova Amit e Sesa sono state sanzionate per questo nel gennaio 2018. La memoria storica di un fatto avvenuto solo pochi anni fa rende ancora più evidente la necessità e l’opportunità di avere messo in atto il progetto di costruzione di un impianto di trattamento verde umido che mette in sicurezza e autonomia la società pubblica.

Infine in riferimento alle tariffe, mentre nel bacino di Padova sono aumentate quest’anno del 19%, Ecoambiente le ha mantenute fisse e stabili negli ultimi tre anni e questo si può verificare confrontando la voce quota fissa e quota variabile nella bolletta di quest’anno con quella dell’anno scorso. C’è stato un piccolo aumento dettato da ARERA, che ha istituito il bonus sociale per gli ISEE bassi, ma con un contributo che è stato suddiviso per tutti. Gli aumenti invece hanno riguardato circa il 20% degli utenti e riguardano il conguaglio 2023, dovuto solo da chi ha avuto dei conferimenti di secco eccedenti il numero standard previsto, che per il 2023 sono stati addebitati con prezzi calmierati come deciso dal Consiglio di bacino.

Una buona informazione dovrebbe andare a comunicare ai cittadini che per non avere il conguaglio bisogna rimanere entro il numero di conferimenti previsto dalla tariffa, a vantaggio di tutti e del sistema rifiuti che in Polesine ad oggi funziona e si basa su una società economicamente sana.

Forum dei Cittadini e Associazione Civica per Rovigo