TERRITORI MARGINALI: DEVONO RINUNCIARE ANCHE ALLA FERROVIA?

I 7 nuovi treni regionali, consegnati il 9 marzo da Trenitalia alla Regione Veneto, rientrano in un accordo da 4,5 miliardi per l’ammodernamento e il potenziamento della rete ferroviaria regionale (durata 15 anni: 2018-2032). Ora l’attenzione del Presidente è rivolta al Treno delle Dolomiti, in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

I cittadini veneti della bassa – i territori marginali tra Verona, Rovigo, Adria, Mestre e Chioggia – però, solo pochi giorni prima hanno appreso dalla stampa che c’è un serio rischio di perdere anche i vecchi treni a gasolio: invece di aggiornare queste linee, renderle più agevoli e rispettose dell’ambiente, è in atto un processo di abbandono e sostituzione con bus su gomma.

Si è addirittura scomodata Infrastrutture Venete (la società della Regione che gestisce, tra l’altro, i treni locali) per spiegare che tutto deve passare dalla lente dei costi e del (basso) numero di utenti: senza colpa, quindi, bisogna arrendersi all’evidenza delle cifre.

Secondo la Regione, forse si salveranno le tratte Verona-Rovigo e Adria-Mestre, certo non quella Rovigo-Adria-Chioggia. Diverse le ipotesi ma probabilmente quest’ultima avrà un sistema misto treni/bus, a seconda degli orari.
Conseguenze: più traffico stradale, più inquinamento, tempi di percorrenza decisamente maggiori e maggiori spese per i tanti passeggeri che saranno costretti ad utilizzare mezzi propri.

Diversi utenti e amministratori locali fanno notare che i passeggeri sono diminuiti anno su anno perché i treni sono lenti, poco puliti, sovraffollati negli orari più necessari e con tempi di percorrenza in grado di scoraggiare anche i più risoluti. Figuriamoci i turisti!

Un altro spunto viene dal PRRR della Regione (la declinazione del Recovery Plan per il Veneto): il governo sta rielaborando profondamente quello preparato dal precedente governo Conte e non sembra che le Regioni avranno voce in capitolo, se non altro per i tempi stretti.

Nel PRRR, comunque, sono stati previsti fior di miliardi per nastri autostradali di asfalto da stendere nelle campagne venete – in clamorosa contraddizione con lo spirito e le indicazioni della Comunità Europea – e ben poca cosa per l’aggiornamento della rete ferroviaria (figuriamoci quella fluviale!).

Il Veneto ha bisogno di investire sulla manutenzione delle strade esistenti e sul potenziamento del servizio ferroviario, soprattutto locale, come ad esempio l’elettrificazione della Verona-Rovigo-Adria-Chioggia.
Non possiamo accontentarci dell’annuncio dei lavori sulla Adria-Mestre, e dei (scarsi) finanziamenti stanziati.

Il Veneto – e quindi anche Rovigo e Adria – hanno bisogno di favorire la mobilità dei pendolari, dei viaggiatori locali e dei turisti, offrendo un servizio degno di questo nome e appetibile, così da favorire, tra l’altro, l’incremento dei flussi.
La mobilità pulita, come la ferrovia elettrificata, non può essere giudicata solo con il bilancino dei numeri, vanno considerati aspetti sociali imprescindibili per le Comunità che vivono in questi territori.

Associazione Civica perché cresca felice

Gruppo ambiente – Paolo Giolo

Movimento Civico Impegno per il Bene Comune
gruppo  ambiente e territorio – Simone Donà

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Leonardo Bonato