Leggiamo anche oggi sulla stampa le cronache ormai quasi quotidiane del travaglio interno del PD, e la prima reazione è sempre la stessa: rassicuriamo la cittadinanza che il Sindaco e la sua amministrazione, Assessori e rappresentanti nominati negli enti e società partecipate, compresi quelli con la tessera del PD, stanno garantendo tutto l’impegno possibile per il bene della città, per risolverne le problematiche in questa fase difficilissima che ci troviamo vivere, ma soprattutto per dare una prospettiva di crescita felice e una nuova identità a questa città.
In questo il vento è cambiato con l’elezione di Edoardo Gaffeo: cercare col massimo impegno il bene della comunità prima degli interessi dei singoli o di determinate fazioni o correnti interne alle forze politiche.
Vanno però fatte anche alcune considerazioni per chiarezza e onestà.
La prima è che fa un po specie leggere sulla stampa di un “documento riservato” al Sindaco e si presume anche al resto della maggioranza che lo sostiene. Una modalità che si potrebbe definire contraddittoria in se (se riservato, perché darne notizia sulla stampa prima che al diretto interessato/i?), salvo che i vertici del PD non vogliano ancora una volta esprimere pubblicamente la sfiducia al Sindaco e a questa Amministrazione voluta dai cittadini un anno e mezzo fa. Non a caso il Sindaco Edoardo Gaffeo scelse di annunciare prima del ballottaggio la sua squadra e i criteri che la ispirarono. Ci sembra che inopportunamente il gruppo dirigente del PD stia in realtà cercando pretesti per porre un problema solo “di poltrone”, con il risultato di creare problemi e tensioni in un momento in cui certo non se ne sente il bisogno.
La seconda che questo “documento riservato” non gode neanche dell’ok di tutto il partito comunale visto che sembra che è stato approvato solo a maggioranza dal coordinamento comunale ed in particolare votato da poco più della metà dei consiglieri comunali.
La terza, da quel che leggiamo, è che la sfiducia ad alcuni Assessori della giunta sarebbe motivata dal fatto che il Partito (evidentemente solo una parte) non si riconosce in essi “indipendentemente dal giudizio di merito sul loro operato”.
A questo riguardo sommessamente facciamo presente che ai cittadini di Rovigo probabilmente interessa gran poco se una parte del PD, che oggi è maggioranza in quel partito, si riconosce o meno in essi, ma piuttosto interessa proprio del loro operato.
In fine un paio di “info ai naviganti”, se non lo avessero ancora capito:
il Sindaco Gaffeo ha in tutte i documenti e in tutte la salse spiegato fin dall’inizio della campagna elettorale che i criteri che avrebbe adottato, e che sta adottando, nella scelta della “squadra” (assessori e persone negli Enti e società partecipate), sono quelli della competenza nella prospettiva di affidare determinati ruoli a persone in grado di ben operare secondo le linee guida programmatiche della coalizione e non sulla base dell’appartenenza o meno a un partito.
I cittadini di Rovigo per questo hanno deciso in controtendenza a pressoché tutto il Veneto, premiando questa maggioranza ed eleggendolo Sindaco.
Il Sindaco, del resto, non ha mai discriminato negativamente, nella fase della formazione della giunta né successivamente, nessuno perché aveva la tessera del PD in tasca. Ci sono in questa Amministrazione ben tre Assessori e altrettanti esponenti nominati in Enti con la tessera del PD solo in questo inizio di legislatura, quindi non si capisce il motivo delle lamentele: avere la tessera del PD non è un elemento di esclusione, e tanto basta.
2) Il PD ha ottenuto nelle elezioni comunali del 2019 circa il 14% del totale dei votanti e, grazie alla vittoria ottenuta dal Sindaco Gaffeo, è stato beneficiato con ben 11 consiglieri comunali. In termini assoluti ha ottenuto 3769 voti, mentre il Sindaco Edoardo Gaffeo è stato votato Sindaco da 10700 rodigini al ballottaggio, sommando oltre 3000 voti suoi personali ai 7070 avuti al primo turno con i voti delle tre liste. Quindi Il PD, nella sua interezza, maggioranza e minoranza interna, ha concorso con circa 1/3 dei voti che hanno determinato la vittoria del 9 giugno 2019.
Grazie al Sindaco Edoardo Gaffeo e alle due liste che si ispirano al civismo di sinistra che assieme al PD formano questa maggioranza, il PD si trova dopo due elezioni perse con propri candidati a governare Rovigo. In altre importanti città del Polesine ha fatto scelte diverse, rompendo col Civismo e cercando alleanze col centrodestra, e si ritrova all’opposizione e senza prospettive.
Sta al PD riflettere sulla forza dei numeri e sul vento che cambia.
