Il Veneto che vogliamo

A Rovigo la prima assemblea del movimento civico ‘Il Veneto che vogliamo’

Rovigo, Veneto – Presieduta da Leonardo Bonato, il 16 gennaio scorso, a Rovigo, nella sala della Gran Guardia,  si è svolta la prima assemblea del movimento civico ‘Il Veneto che vogliamo’. Partita da Adria, l’iniziativa è sostenuta dalla volontà e dall’intento di cambiare una situazione politica dominata dalla Lega che non mostra alcuna apertura al cambiamento. Grazie a tanti cittadini che, ad  Adria,  hanno cominciato a porsi domande in vista delle prossime elezioni regionali, e grazie all’esperienza acquisita con il percorso compiuto, l’incontro è stato reso possibile anche a Rovigo, dove la testimonianza di Federico Paralovo ha fatto conoscere la realtà di Padova e di altri territori del Veneto dove sono state tenute assemblee di ascolto suscitando grande entusiasmo. In Gran Guardia, al tavolo degli organizzatori, anche Claudio Curina, convinto sostenitore dell’ importanza di aderire al movimento e di entrare nelle liste dei rappresentanti della provincia.
Tante le tematiche portate alla luce su cui è indispensabile intervenire: da quella ambientale, con il territorio distrutto dalla cementificazione e dall’inquinamento, a quello della mobilità sostenibile. Dalla rivalutazione  del patrimonio culturale a quello della Sanità, dall’esodo dei giovani da questa terra che non offre garanzie per il loro futuro, a quello della lotta alla criminalità organizzata.
“Oltre 900 i firmatari del progetto presentato in Polesine, ma è solo l’inizio” – è stato detto – “Perchè  molti altri si aggiungeranno. Anche questa sera è possibile dare la propria disponibilità ed esporre, in pochi minuti, le proprie idee su come amministrare la nostra terra”.
Di passaggio, per un breve saluto, il sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo, ha dichiarato di far, anch’egli parte, del movimento civico e ha aggiunto: “In Veneto si vuole introdurre un percorso inclusivo con temi comuni e condivisi. Non è profiquo attaccare la controparte” – ha dichiarato. E ha concluso: “Meglio proporre percorsi nuovi già affrontati nelle assemblee, come i problemi dell’inquinamento, l’innovazione nell’istruzione, la sostenibilità e l’uguaglianza”. Sulla stessa lunghezza d’onda le idee di Omar Barbierato iscrittosi alla lista: “Per cambiare rotta bisogna coinvolgere i cittadini nell’amministrare; trattare i temi senza filtri o limiti;  scalfire il potere della Lega che da troppi anni  governa; avviare la riconversione  ecologica e compatibile dell’agricoltura. Partecipare e lasciarsi coinvolgere nell’azione sul territorio e trovare un nuovo modo di comunicare tale coinvolgimento.
Poco dopo è ripresa la raccolta delle adesioni per partecipare a un coordinamento provinciale che comprenda da 6 a 13 persone con parità di genere.  Altri interventi di cittadini  che hanno aderito al coordinamento hanno sottolineato la necessità di prepararsi alla nuova sfida elettorale per raggiungere esiti diversi sia come progettualità che come percorsi  che partano dai saperi per arrivare ai metodi e al coinvolgimento.
Di promozione del Delta del Po, area pregiata che ha bisogno di un piano di salvaguardia e di promozione ha parlato Adriano Buoso, unendolo alle aree del Basso Adige, dell’ Alto Adige e della Sinistra Po. Un vasto territorio da coinvolgere tutto in un  piano di sicurezza idraulica. Conclusa anche questa fase dell’incontro, l’attenzione dell’assemblea si è concentrata sulla votazione per eleggere i rappresentanti del coordinamento provinciali e 2 rappresentanti del coordinamento regionale, con parità di genere.

Lauretta Vignaga