I tempi delle memorie – Elisabetta Traniello

Chi abbia un minimo di sensibilità storica e interreligiosa non può non provare un certo turbamento per l’uso che può apparire strumentale della memoria della Shoah.

La trappola prospettica è evidente: chi mai oserebbe discutere la necessità di ricordare l’orribile sterminio del popolo ebraico e delle altre minoranze perpetrato dai regimi nazifascisti?

Una giornata della Memoria è stata appositamente istituita il 27 gennaio, data in cui i liberatori entrarono nei campi di sterminio, e celebrata opportunamente anche a Rovigo, sia con una cerimonia istituzionale sia con altre iniziative, fra le quali quella svoltasi presso il cimitero ebraico di via Mure Soccorso alla presenza del Presidente della Comunità ebraica di Padova, avvocato Gianni Parenzo.

E tuttavia, l’inganno è sottile: con l’accusa di non averla ricordata il 25 aprile, si persegue forse l’obiettivo di oscurare ciò che invece è stato detto. Si sminuisce il fatto che la memoria collettiva, fatta anche di queste giornate simboliche, è un percorso che si costruisce e si consolida nel tempo.

Per non essere vuota retorica o sterile elenco di nefandezze della storia umana, ogni volta queste celebrazioni si devono combinare con i tempi presenti. Leggere e interpretare i segni dei tempi, per sviluppare la percezione del senso storico delle società umane è uno dei compiti più delicati ed alti che la politica dovrebbe perseguire.

Quest’anno l’attenzione è volta a sostanziare le difficoltà e i sacrifici necessari nella presente emergenza sanitaria, per imprimere il senso della costruzione collettiva anziché di una semplice dimensione passeggera in cui “tutto tornerà come prima”.

Proporre questa riflessione in un giorno di alto valore simbolico per le libertà democratiche dell’intero paese, è un modo di rievocare lo spirito e l’energia con cui l’Italia della Resistenza seppe fondare una nuova comunità.

È rendere alla memoria storica la sua più profonda dimensione, quella di parlare alle coscienze per non vivere solo appiattiti su quello che non vogliamo succeda più, ma anche con lo sguardo orientato a quello in cui ci vogliamo impegnare per il futuro.

Per Lista Civica per Rovigo
Elisabetta Traniello
Consigliera comunale