L’equilibrio demografico può essere un bene comune?

Mirella Zambello con Giancarlo Lovisari
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Si è svolto l’11 novembre presso la sala della Gran Guardia il primo di una serie di incontri promossi congiuntamente dalle due associazioni – Civica per Rovigo e Forum dei Cittadini – con l’obiettivo di avviare un percorso di collaborazione e di partecipazione sulle problematiche presenti in città. Un pubblico molto attento ha occupato tutti i posti a sedere per le tre ore di durata dell’evento. Si è partiti dall’analisi della situazione attuale, delle fragilità e delle opportunità che possono, anzi devono, essere colte per dare risposte coraggiose ed efficaci alla nostra Comunità, per progettare una Rovigo attrattiva, accogliente e sostenibile.

Dopo un breve saluto di Claudia Biasissi, presidente della Civica per Rovigo e di Federico Saccardin, coordinatore del Forum dei cittadini, gli interventi sono stati moderati da Fabio Osti.

Il tema “Disuguaglianze e ruolo dei servizi sociali nella costruzione della Comunità. Le politiche locali per affrontare e contrastare l’inverno demografico” è stato introdotto dal prof. Gianpiero Dalla Zuanna, Demografo del Dipartimento di Scienze Statistiche Università di Padova.

Dati alla mano, il docente ha sottolineato l’importanza che i produttori di reddito siano in numero sufficiente per sostenere le persone che il reddito ancora non lo producono o che non riescono più a produrlo: deve esserci quindi una sostenibilità demografica.

“Non possiamo pensare di risolvere la questione della sostenibilità demografica nel nostro paese, se non cominciamo a parlare seriamente di migrazioni. È necessario aumentare la platea di persone che possono avere figli, e quindi immigrazioni, e aiutare i giovani che lo vogliono, a costruire coppie.”

In provincia di Rovigo, nei prossimi vent’anni, ogni anno ci sarà mediamente un deficit di 2.000 persone tra chi compie 20 anni e chi ne compie 65. Quando diminuiscono il numero di famiglie in una zona, cominciano a chiudere i servizi, anche le poche famiglie che rimangono un po’ alla volta si allontanano, perché con servizi ridotti: si innesca così un circolo vizioso.
È necessario far sì che i nostri ragazzi non vadano via e che la provincia di Rovigo, come le altre zone d’Italia, sia attrattiva per la gente che viene da fuori. “In questo percorso, la scuola, il volontariato, le parrocchie, gli enti pubblici possono fare un’alleanza seria, perché c’è un interesse assoluto nel favorire l’integrazione dei ragazzi e nel farli diventare rapidamente bravi cittadini.”

È seguito un dibattito molto partecipato. Mirella Zambello, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Rovigo, ha ricordato che, nonostante le emergenze affrontate, l’Amministrazione è riuscita a collaborare con la rete delle persone e delle associazioni di volontariato (terzo settore): si è riusciti a progettare e programmare interventi congiunti, così 3.000 famiglie, prima escluse, si sono avvicinate per la prima volta a una gamma di attività presenti nel nostro territorio. Ci si sta muovendo anche sulla povertà abitativa, ad esempio con progetti di cohousing.

Sono intervenuti quindi, Samuel Scavazzin, Segretario generale della Cisl Padova-Rovigo; Diego Crivellari, del Partito democratico di Rovigo; Diego Foresti, Segretario provinciale di Rifondazione Comunista; Serena Gregnanin, della Federazione Verdi-Sinistra Italiana; Giorgio Osti, della Lista civica Con Edoardo Gaffeo; Giovanni Nalin, del Forum dei Cittadini. Contributi anche da cittadini come Claudio Curina e Giancarlo Lovisari.

Gli argomenti portati all’attenzione riguardano le buone pratiche per invertire questa tendenza, le motivazioni che spingono un giovane a rimanere o stabilirsi qui, la centralità del mondo del lavoro, di salari più alti e condizioni materiali più adeguate, così come costruire occasioni di alta professionalità.
La necessità di fare squadra, esercitando anche un ruolo di leadership nel contesto provinciale, infatti i tanti piccoli comuni che caratterizzano la nostra provincia richiedono di fare rete, erogare i servizi in modo associato: Rovigo può rappresentare un elemento propulsivo.
Insomma, sintetizza Dalla Zuanna, “da un lato attirare e far sì che le famiglie qui si trovino bene e dall’altro trovare anche del buon lavoro. Però non basta fare le cose, bisogna condividerle, spiegarle, bisogna andare nei bar a parlare con la gente, creare momenti di incontro importanti in cui si spiega alla gente quello che si vuole fare, si è fatto e si percepisce anche dalla gente quello che non è stato fatto.”

Al termine, il sindaco Edoardo Gaffeo sottolinea che questa Amministrazione ha cambiato l’approccio, cercando di passare dalla gestione, anche delle emergenze, alla programmazione, come la co-progettazione utilizzata con il mondo associativo.

“Se noi vogliamo avere qualche minima speranza di invertire le dinamiche che sono state ricordate prima, noi abbiamo un obiettivo che è quello non solo di trattenere qui i nostri giovani, ma di portare qui altre persone. Abbiamo una classe d’età come obiettivo, che è quella tra i 20 e i 35 anni.
Good Jobs significa che i nostri ragazzi, anche i miei figli, cercano opportunità di lavoro stabile, con redditi sufficientemente elevati e con prospettive di carriera buone: la nuova grande frontiera dei good jobs è quella del terziario avanzato.” Si parla quindi di attività precompetitive, persone con una formazione adatta alle aziende che, anche se in concorrenza tra loro, ne hanno bisogno per crescere.

“Il messaggio che voglio dare è che, in assenza di un’idea di natura programmatoria, non andremo da nessuna parte.”
Il sindaco Gaffeo ha rivendicato con orgoglio il cambio di passo: anziché fermarsi all’azione politica, pur necessaria, l’Amministrazione sta curando con attenzione la pianificazione e la progettazione guardando alla Rovigo di domani. Così il Piano del Traffico, compresa la programmazione con la Provincia del trasporto pubblico urbano, l’aggiornamento del PAESC e del Piano del Verde, così il Biciplan, dedicato alle piste ciclabili e alla loro estensione, sempre integrato con il Piano urbano del Traffico.

“Credo che da qui si parte per cominciare a mettere in fila le domande, non per dare le risposte, e io di domande oltre a quelle di questa sera, ne ho ancora tante da fare.”

 

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